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Klose .... Robinho .... e la Purga .... Napoletana... Domenica di calcio appassionante quella passata ... Risultati a sorpresa e tante emozioni ....Come non iniziare con il Derby della Capitale ? Lazio e Roma si sfidavano...

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Pato .... Un Fenomeno Mediocre .... Ole , Ole , Ole .... PATO PATO !! E' forse uno dei cori che scalda di più San Siro di questi tempi .... Un coro che suscita emozioni , si , ma a mesi alterni .......

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Scommettiamo che... [caption id="attachment_1336" align="aligncenter" width="300" caption="Scommettiamo che..."][/caption] Anni 80, al termine di Pescara Lazio entra nello stadio la polizia...

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Chiamale se vuoi...bandiere! Esistono ancora le bandiere?Tutti direbbero di no, nessuno giocate si lega più ad una maglia, troppi soldi, troppi interessi, troppa  velocità. Ormai abbiamo consulenti...

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Le scommesse di Rambelli e Mangone Anche in questa seconda giornata i due massimi esperti di calcio italiano hanno deciso di sfidarsi a colpi di scommesse, controllate sul nostro sito settimanalmente chi...

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Rambango Rss

CARLOS TEVEZ …. Rambango Si Sbilancia ….

Posted on : 27-01-2012 | By : Giorgio | In : Calciomercato

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L’economista Massimo Mauro , L’uomo d’onore Massimo Moratti , L’artista Pistocchi e Il Fenomeno Adriano Galliani ….

Posted on : 10-01-2012 | By : Giorgio | In : Calciomercato

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Ci provano tutti , da una vita , tutti , ma nessuno ci riesce , però intanto ci si avvantaggia ….

Chiamale se vuoi…bandiere!

Posted on : 08-01-2012 | By : Dario | In : Calcio Italiano

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Bandiere

Esistono ancora le bandiere?Tutti direbbero di no, nessuno giocate si lega più ad una maglia, troppi soldi, troppi interessi, troppa  velocità. Ormai abbiamo consulenti anche nel pallone (il regno dei se e dei ma), personi ed allenatori che arrivano, vincono (o dicono di vincere) e vanno via. La domanda forse da porsi è: ci sono ancora tifosi che vogliono bandiere? Abbiamo tifosi che un giorno Borriello è fenomeno, il giorno dopo “…è bono pe l’ammazzatora”. Tifosi che esaltano Pato ma all’ennesimo infortunio muscolare preferiscono un Carlitos (eterna promessa del calcio argentino), fermo da 2 mesi e con 5 anni di più sulla carta d’identità. Dall’altra parte ci sono tifosi che ad un giocatore hanno dato persino la cittadinanza ed oggi li sta trascinando nel baratro del calcio scommesse.
L’unica bandiera di cui mi possa ricordare è Signori, il calcio d’allora era diverso, ci accontentavamo di un derby, di arrivare alle coppe a Marzo. Lui dopo solo 3 anni rischiò di passare al Parma, ci fu un movimento di massa per fermare questo trasferimento. Il pensiero su cui dovremmo riflettere è che l’amore è rischio, dobbiamo noi tifosi rischiare di amare questi giocatori e dimostrarglielo, se dovessero tradirci avremo comunque amato, magari siamo fortunati e riscopriamo delle bandiere.

Bella Juve …. Tanto C….. onte !!

Posted on : 30-11-2011 | By : Giorgio | In : Calcio Italiano, Generale

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Il percorso fin qui solitario al primo posto della Juventus , ha un volto , un nome ed un cognome ….

Klose …. Robinho …. e la Purga …. Napoletana !

Posted on : 17-10-2011 | By : Giorgio | In : Calcio Italiano, Calciomercato, Generale, Mondiali, Nazionale

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Domenica di calcio appassionante quella passata … Risultati a sorpresa e tante emozioni ….

Meglio un Dio di un allenatore ?

Posted on : 18-06-2010 | By : Alessandro | In : Mondiali

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Due su due. Maradona non sbaglia un colpo; il 4-1 sulla Sud Corea sembra aver cancellato tutti i dubbi sorti, sulla consistenza della nazionale argentina ,durante l’intero girone di qualificazione.

Ma è proprio così ?

Possono essere considerate test attendibili Nigeria e Sud Corea con la loro inesistente tradizione e la scarsissima cultura calcistica che accompagna i due paesi?

Analizzando alla lente di ingrandimento la gara della seleccion scopriamo che non solo ha trovato fortunatamente il vantaggio con un autogol provocato dal  malcapitato difensore coreano di turno dal nome impronunciabile, non solo ha subito il 2-1 grazie alla scontata leggerezza del solito De Michelis, ma ha rischiato addirittura di ritrovarsi sul 2-2 a trenta minuti dal termine quando è bastata una minima bozza di azione orchestrata della mediocre nazionale asiatica a portare a galla tutte le lacune tattiche difensive della nazionale di Maradona.

Allora è proprio tutto oro quel che luccica ?

Forse no; ma oggi ha poca importanza, perche l’ Argentina si ritrova prima nel girone a punteggio pieno, perchè higuain è l’ultimo autore di turno di un “triplete”, e perchè la stella di Messi, in precedenza sempre opaca in nazionale, ha comminciato a splendere di luce propria.

Grazie a tutto ciò la stampa da sempre ostile al Diego CT, gli concede credito, dandogli cosi la possibilita di esibirsi in quello che sa far meglio da quando ha smesso gli scarpini, inviare stucchevoli frecciate all’indirizzo dei pluridatati avversari di sempre, vedi Platinì prima, vedi Pelè poi, di cui il pubblico, fra l’altro, farebbe volentieri a meno.

L’ Italia s’è desta …. Lippi No !

Posted on : 25-06-2010 | By : Giorgio | In : Mondiali

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Eccoci qui , a meno di 24 ore dall’ eliminazione mondiale da parte degli Azzurri di Marcello Lippi.

Perchè si , soprattutto in questo periodo di Antinazionalismo “modaiolo” , in Italia ,   ” l’ Italia” , l’abbiamo tifata in tanti , ma non tutti , alcuni anche a ragion veduta.

Perchè questa nazionale , rappresenta si,  una delle nazioni dove il calcio vale più di una fede religiosa , ma per molti ha rappresentato la nazionale di pochi, e quel “pochi” ha un solo nome e cognome ….. Marcello Lippi.

Il gol fantasma di Hurst, il pianto di Gascoigne, il gol negato a Lampard… Inghilterra-Germania story !

Posted on : 29-06-2010 | By : Alessandro | In : Mondiali

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“Il calcio è uno sport semplice, che si gioca 11 contro 11 e alla fine vince la Germania”.

Le parole del grande Gary Lineker, passate alla storia dopo Germania-Inghiterra, a Italia ’90 risuonano oggi più attuali che mai.

Durante i mondiali ci sono sfide interessanti, intrecci del destino, partite che rimangono nella  storia, è poi c’è Germania-Inghilterra, sfida iniziata quarantaquattro anni fà e che di volta in volta si arricchisce di un nuovo capitolo più icredibile del precedente.

Il 30 luglio del 1966 a Wembley Inghilterra-Germania vale il titolo, e in un calcio dove la moviola in campo era pura utopia, lo storico gol fantasma di George Hurst nei tempi supplementari consegnò il  titolo nelle mani inglesi per la prima e unica volta nella storia, ai danni di una Germania che vedeva compiere ai propri danni la più grande beffa che  il calcio abbià mai vissuto.

Mai dopo quel trionfo gli inglesi avrebbero creduto che la Germania sarebbe diventata un vero e proprio incubo calcistico per la nazionale d’oltre manica, che in ogni incontro avrebbe patito le pene dell’inferno davanti ai teutonici.

La prima vendetta importante la Germania la consumo a distanza di 24 anni, allo stadio delle Alpi di Torino le due nazionali si giocano l’accesso alla finalissima dell’ Olimpico e dopo il vantaggio tedesco arrivato al 60′ grazie al terzino nerazzurro Andreas Brehme, fu proprio il centravanti del Tottenham Gary Lineker a trovare il pareggio e a tirare giù dall’aereo una stanchissima  Inghilterra trascinandola ai calci di rigore.

Argentina-Brasile, catastrofi annunciate e catastrofi improvvise

Posted on : 06-07-2010 | By : Alessandro | In : Mondiali

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Si scrive mondiale, si legge europeo.

Il mondiale africano che sta per dar vita al penultimo atto vede rimaste alla festa le nazionali europee capaci di esprimere il miglior calcio della rassegna iridata, con l’eccezione di un unica imbucata : la nobile decaduta Uruguay, in grado comunque di impressionare, se non nel gioco, in forza d’animo e attaccamento alla maglia.

Una dopo l’altra il mondiale ha visto tornare a casa tutte le nazionali più quotate, ultime in ordine di eliminazione Argentina e Brasile, partite tra entusiasmo e mille aspettative e rientrate in patria tra le amare lacrime dei tifosi per cui il mondiale è ragione di vita.

Se mentre l’eliminazione della selecction era una catastrofe annunciata in partenza, visto il bruttissimo girone di qualificazione lasciatosi alle spalle e la pochezza tattica predicata da Maradona, quella della nazionale “pentacampeon” ha colto di sorpresa molti.

Vittima di una catastrofe improvvisa che porta il nome di Felipe Melo, la nazionale brasiliana rientrata  negli spogliatoi assolutamente tranquilla e con un gol di vantaggio nel match contro l’Olanda, si è vista estromettere dal mondiale dal mediano della juventus colpevole di entrambi i gol subiti e, come se non bastasse, di lasciare in 10 i compagni nel finale rendendo impossibile la rimonta.

I presupposti per un mondiale con ben altre tinte c’erano tutti. Dunga, cresciuto e affermatosi calcisticamente in toscana ( tra Pisa e Fiorentina ), era riuscito, anche grazie ai numerosi giocatori militanti nel vecchio continente, nell’intento di dare ai giocolieri brasiliani un’identità tattica europea, in modo da far risultare il suo Brasile in egual misura bello e concreto.

South Africa 2010 chiude l’epoca delle mezze stelle

Posted on : 12-07-2010 | By : Alessandro | In : Mondiali

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South Africa 2010 è finito, ha vinto la Spagna.

Esattamente 28 anni dopo l’ Italia Mundial sono le “furie rosse” ad alzare la coppa del mondo riconsegnata dall’ormai ex capitano azzurro Cannavaro, quasi a suggellare un ipotetico passaggio di consegne dilatato nel tempo, uno scambio di cortesie che ha portato finalmente alla chiusura del cerchio.

La Spagna quattro anni dopo gli azzurri si risveglia Campione del Mondo, grazie alla forza di un  collettivo formato da grandissimi giocatori, più talentuosi di Grosso e compagni, ma animato dalla stessa unità di intenti.

Il mondiale africano passerà alla storia oltre che per la prima volta di un’europea campione oltre i confini continentali, per i “sfortunatissimi” arbitraggi e per la delusione lasciata dalle stelle più attese.

E’ stato infatti il mondiale del quasi sconosciuto Muller, capocannoniere della manifestazione con 5 gol e 3 assist all’attivo, di Snaijder capace di trascinare gli Orange in finale rinverdendo i fasti dell’Olanda del calcio totale, di David Villa incorreggibile macchina da reti confermatosi dopo l’europeo di due anni fà, e, soprattutto, dell’ uruguagio Diego Forlan eletto a ragion veduta miglior giocatore della competizione e che forse pochi attendevano su questi livelli.

I vari Messi, C. Ronaldo, Rooney, Kakà, Torres concludono la rassegna iridata senza lasciare la minima traccia del loro passaggio, deludendo tutti gli addetti ai lavori e i milioni di tifosi che li attendevano.

Con il mondiale si può considerare chiuso anche il primo decennio calcistico degli anni 2000, vero e proprio specchio di questo mondiale, ricco di grandi giocatori ma privo di veri e propri fuoriclasse capaci di restare a grandi livelli per tutto l’arco della loro carriera.

Se pensiamo infatti che Ronaldo e Zidane sono esplosi e abbiano espresso il meglio del proprio calcio nel finire degli anni novanta per poi proseguire nel nuovo millennio, i tanti palloni d’oro: Owen, Ronaldinho, Cannavaro, oltre alle stelle cadute in africa, non sono stati in grado di rimanere, chi per un motivo chi per l’altro, ad altissimi livelli per più di tre o quattro stagioni.

Discorso a parte merita il “fenomeno Klose” grande attaccante, che ogni quattro anni con la cerimonia di apertura del mondiale ha visto accendersi dentro un vero e proprio fuoco olimpico che lo ha portato a toccare quota 14 reti al mondiale, ad un passo dall’immortalità rappresentata dai 15 gol del “Fenomeno”.

Non chiediamo i Maradona, i Platini, e nemmeno i Van Basten, ma sarà perché si gioca troppo, sarà per la presenza della vetrina annuale della Champions League … ma Romario e Roberto Baggio avevano un’altra luce, campioni a cinque stelle !

Prandelli show azzurro. Tempi di 30′ minuti, oriundi, moviola in campo.

Posted on : 14-07-2010 | By : Alessandro | In : Nazionale

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“Spettatori del Prandelli show”! Cosi recetava fino a giugno uno dei più famosi stendardi presenti allo stadio Franchi, e proprio da uno show, non sul campo ma sulla carta stampata, Prandelli è ripartito nella giornata di ieri.

E’ ufficialmente partita la nuova era del clan azzurro, e parte, a differenza di due anni orsono con il “Lippibis”, con un progetto serio e a lunga durata incentrato su CT manager di stampo inglese, oltre che per il suo carisma e per lo stile impeccabile, soprattutto per la sua capacità di trattare sia giovani che campioni affermati, restando sempre in ogni momento padrone della situazione. Mai infatti, sotto la sua guida, campioni non sempre impeccabili sotto la sfera corpontamentale come Mutu e il redivivo Adriano, hanno dato cenno di insofferenza, anzi il tecnico di Orzinuovi da sempre l’impressione di avere la situazione in pugno, capace in ogni frangente di piazzare la parola giusta al momento giusto.

L’intervista rilasciata ieri dal neo CT da subito l’idea del carisma dell’uomo che ha preso subito possesso della scena facendo capire il proprio peso specifico, parlando a ruota libera di tutti gli argomenti cardini del momento azzurro e del calcio in generale.

” 2010 – 2011 Odissea nello spazio …. Rossonero “

Posted on : 15-07-2010 | By : Giorgio | In : Generale

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” 2001 Odissea nello Spazio ”

Cosi recitava il titolo di uno dei film più famosi di Stanley Kubrick ….

Cosi rischia di diventare il 2010 -2011 dei Rossoneri , sempre più immersi in un processo di rinnovamento , non solo di giocatori , ma di filosofia societaria.

Un viaggio che non per forza deve avere una esito  negativo , ma che nell’ immediato e nel breve termine lascia sicuramente interdetti la maggior parte dei tifosi del Diavolo , da sempre abituati a puntare in alto , da sempre abituati a gustarsi campioni già affermati , e vittorie roboanti.

Lotito fallimento toTare !

Posted on : 23-07-2010 | By : Alessandro | In : Generale

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Sono passati ormai sei anni  dall’estate in cui Claudio Lotito salvò la Lazio dal fallimento che l’ avrebbe condannata alla retrocessione sulla scia delle già fallite Napoli e Fiorentina.

Sono passati sei anni e, nonostante i proclami di inizio “mandato” ( nel giro di cinque anni lotteremo per lo scudetto. )  il bilancio e fallimentare su tutta la linea.

FALLIMENTO DEL MERCATO: La superbia ingiustificata sempre trasmessa in ogni momento della società ha fatto in modo di non creare intorno alla Lazio quella rete di “amicizie” utile a qualsiasi club per poter garantire ampio margine di movimento sul mercato estivo.

Negli ultimi anni infatti la rosa laziale trae nuova linfa quasi esclusivamente dal mercato sudamericano nella finestra estiva con lo sbarco a Formello di illustri sconosciuti in mano a quei due tre procuratori che girano in orbita lazio, per poi muoversi in maniera più massiccia nella finestra invernale, dove è più facile districarsi e fare la voce grossa.

I  soldi spesi per acquistare, o solamente pagare gli ingaggi di Makinwa, Carrizo, Del Nero, Meghni, Scaloni, Artipoli, Bonetto, Quadri, Belleri, la questione dissidenti con la rinuncia a giocatori fondamentali come Ledesma e Pandev, il mancato ingaggio di Maxi Lopez ad un prezzo stracciato nell’ultima stagione danno un quadro più che esaustivo della poca competenza dello staff Lazio.

FALLIMENTO DEL PROGETTO: Durante il corso di questi sei anni la Lazio si è trovata due volte sul punto di poter fare il salto di qualità.

La qualificazione in Champions prima, e quella in Europa League della stagione scorsa poi, hanno offerto al club biancoceleste la possibilità di reinvestire gli introiti derivanti dalle due competizioni per allestire una rosa competitiva che facesse crescere la Lazio sia nei risultati che sul fronte immagine.

La società che puntualmente ha disatteso le aspettative dei tifosi in entrambi i momenti, è sembrata non voler sfruttare questi due treni, dando la sensazione di non voler crescere e non rispettare i proclami di inizio progetto, finendo anzi per regalare figure imbarazzanti come nell’ultima vertina europea, e nell’ultimo campionato con una salvezza strappata solamente all’ultima giornata.

FALLIMENTO SUL FRONTE IMMAGINE: La continua “delazializazione” messa in atto dalla gestione Lotito, ha fatto in modo di allontanare anche la gente dalla società.

Gli innumerevoli autogol che si sono susseguiti nel corso degli anni, come l’allontanamento dai quadri societari di immagini storiche della lazailità come i vari Patarca, Pulici, Peruzzi, ecc..,la gravissima assenza della società alla serata organizzata dai ragazzi del ’74, le magre figure rimediate con i giocatori della rosa, a partire da quando venne fatto firmare il rinnovo di contratto a Paolo di Canio sul pullman in partenza per il ritiro, fino ad arrivare a Manfredini fatto scendere dallo stesso pullman in partenza per essere schedato come il nuovo dissidente, hanno portato il tifoso laziale a un livello di esasperazione del tutto immeritato.

FALLIMENTO IMPRENDITORIALE: Qui possono essere inseriti forse i fallimenti più evidenti di questi sei anni.

 La perdita di una pedina di caratura internazionale come Goran Pandev, arrivato come un signor nessuno via Inter e restituito gratis proprio a quest’ultima dopo averlo valorizzato per cinque anni, e avendogli fatto toccare una valutazione di mercato di 18 milioni di euro, rappresenta la più grossa sciocchezza imprenditoriale che il calciomercato ricordi; come d’altronde altrettanto grave è la mancanza di un accordo di sponsorizzazione ormai pluriennale che ha fatto perdere degli introiti vitali per una società come la Lazio.

Tutte queste situazioni danno bene l’idea della incompetenza di una società che vede come unica figura dirigenziale quel Igli Tare sbarcato dalla panchina alla scrivania senza minima esperienza alle spalle.

In Rafa We Trust

Posted on : 02-08-2010 | By : Giorgio | In : Generale

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Anno 2010 – 2011 , l’anno del post “triplete” .

L’anno post-Mourinho e dei  ”Multi Tituli” , l’anno di Rafa Benitez come nuovo allenatore dell’ Inter.

Se non siamo alle soglie di una mezza rivoluzione , poco ci manca.

Buona la Prima ….

Posted on : 02-09-2010 | By : Giorgio | In : Generale

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Un mondiale da spettatori , e un calciomercato partito in sordina , avevano abbassato i riflettori sullo sport Nazionale più amato.

Diego shock, scandalo-Borriello, Inter è solo Coutinho !

Posted on : 02-09-2010 | By : Alessandro | In : Calciomercato

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Come ogni anno il 31 agosto alle ore 19:00 si è chiusa la sessione estiva del calciomercato italiano, e come ogni anno le sorprese sul filo di lana non sono mancate.

Dopo i molti giorni di immobilismo di agosto infatti le società di serie A si sono sbizzarrite a 24 ore dalla chiusura con colpi di mercato molto spesso non mirati a completare la rosa o a tappare qualche falla o ruolo rimasto scoperto, ma a cambiare probabilmente gli obiettivi stagionali.

La moda del colpo a sensazione capace di infuocare le piazze ad inizio campionato lanciata dall’ ex presidente laziale Sergio Cragnotti nella lontana estate ’98 con l’ acquisto dall’ atl. Madrid di Bobo Vieri, punta non solo a far calare il prezzo del cartellino di un giocatore trattato al pari di un saldo di fine stagione, ma anche ad infuocare le tifoserie magari con un’ultima impennata sul fronte della campagna abbonamenti.

Ma non sempre i fini del botto dell’ultimo istante sono cosi palesi e limpidi, a volte dietro a trattative concluse con valutazioni fuori mercato si celano motivazioni che evadono dalla sfera prevalentemente calcistica o, almeno lasciano più di un semplice dubbio.

MILAN- Dopo un intera sessione di mercato basata sulla politica dell’austerity con gli irrisori acquisti di Yepes e Sokratis e della rivelazione del mondiale Boateng (via Genoa), la società del presidente del consiglio si è mossa sul mercato solo negli ultimi due giorni acquistando i cartellini del 29enne Ibraimovic e del giramondo del pallone Robinho per un esborso di oltre 150 milioni di euro complessivi per un giocatore che non garantirà mai comunque una plusvalenza e un eterno funambolo mai veramente esploso, lasciando  più di un dubbio sulla affidabilità del reparto arretrato ma soprattutto sulla integrità di una società che predica in un verso e agisce all’opposto.

ROMA- Grazie ai favori di chi ha fini lontani dalla sfera calcistica la società capitolina si ritrova in mano il regalo-Borriello per tappare la clamorosa svista presa dalla società a giugno mettendo sotto contratto la chimera Adriano, unito all’acquisto di Burdisso per la prima volta non regalato dell’Inter, fanno si che la Roma sia ad oggi una seria candidata al titolo italiano, la perplessità sta, come sottolineato dagli esponenti politici nella giornata di ieri, nel fatto che l’Unicredit continui a garantire per una società molto più che indebitata.

JUVENTUS- Capitolo a parte merita la vecchia signora oramai decaduta del calcio italiano che per l’ennesimo anno ha speso sul mercato una fortuna per ritrovarsi ad oggi una squadra che sulla carta  non sembra affatto migliore di quella allestita nella scorsa stagione e per giunta per il prossimo mese priva di centravanti di ruolo. Il lavoro di Marotta per il momento è sembrato sconclusionato e non all’altezza, l’operazione non riuscita di prendere il quasi 34enne Di Natale per sostituire Diego la dice lunga sulla mentalità ridimensionata della vecchia signora intenta a puntare su giocatori italiani di media fascia pensando al bilancio più che al titolo.

LE ALTRE- Benissimo sul mercato hanno fatto le genovesi con la doria capace di confermare per intero l’organico della scorsa stagione integrarlo con giovani di valore come Volta, e il Genoa protagonista  di una campagna acquisti degna del miglior Cragnotti.

Bene Lazio e Napoli che hanno risolto  questioni spinose interne allo spogliatoio come le grane Ledesma e Quagliarella .

Intelligenti i mercati del solito Palermo capace ancora una volta di scovare giovani interessanti, e Parma capace di credere nel cavallo vincente Giovinco.

Paradossalmente la vera incognita del campionato è rappresentata dalla squadra che ha cambiato di meno: l’ Inter.

Gli italiani lo sanno, esistono due Cassano !

Posted on : 08-09-2010 | By : Alessandro | In : Generale

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C’era una volta un ragazzo cresciuto in un quartiere difficile.

C’era una volta un ragazzo che si credeva invincibile grazie a soldi e popolarità donata dal grande calcio; un ragazzo spavaldo, capace di gettare maglie in faccia agli arbitri, di abbandonare allenamenti e ritiri, in grado addirittura di rivolgere corna in faccia ai direttori di gara.

C’era una volta, c’era. E ora ?

Ora “il matto“, come si autodefinito lo stesso Cassano nella sua ultima conferenza stampa, sembra da tempo scomparso per lasciare spazio ad un altro ragazzo, maturo e con la testa sulle spalle, che “non si sente più Maradona” per sua stessa ammissione ma, anzi, che cederebbe molto volentieri anche la maglia numero 10, sentendosi finalmente parte di un coro e non un tenore in mezzo ad un branco di oche starnazzanti.

In campo un tempo si diceva che, una volta entrati nella bella stagione il raggio d’azione di FantAntonio si restringeva nella zona d’ombra creata dalla tribuna sovrastante.

Oggi invece corre e si prodiga per la squadra e, anzi, come accaduto ieri, si volta preoccupato verso Prandelli dopo una geniale apertura sbagliata di un niente.

Oggi gioca di prima Antonio, e regala assist su assist; certo contro le Far Oer è facile, ma la nuova mentalità del fenomeno della Genova blucerchiata garantisce ora alla nazionale italiana un nuovo numero 10 consapevole delle sue giocate, tanto che c’è chi addirittura critica questo suo nuovo atteggiamento troppo rigoroso, chiedendogli di far riaffiorare a volte, almeno sul campo, quella follia che ha contribuito a renderlo famoso, perché infondo “gli italiani lo sanno esistono due Cassano” …ma non sono proprio uguali.

Scommettiamo che…

Posted on : 01-01-2012 | By : Dario | In : Calcio Italiano

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Scommettiamo che

Scommettiamo che...

Anni 80, al termine di Pescara Lazio entra nello stadio la polizia ed arresta 3 calciatori della Lazio (Giordano, Wilson e Manfredonia) e comincia lo scandolo del calcio italiano del 1980. Tutte le indagini si concluderanno con retrocessione in serie B di Lazio e Milan, alcune penalizzazioni e la condanna di molti giocatori. Molti giocatori furono “graziati” dopo la vittoria del mondiale 1982.
Anno 2007, scoppia Calciopoli, il Grande Fratello del calcio Italiano Luciano Moggi viene messo sotto indagini per le pressioni che metteva su arbitri, calciatori e società concorrenti. Il tutto finisce con alcune penalizzazioni (Juventus, Milan, Lazio, Fiorentina) e la diffida di alcuni dirigenti delle società. Il resto della storia ci è nota a tutti e ognuno di noi ha la propria idea in merito.
Anno 2011, Doni con gli slavi ed altri “dubbi” personaggi mettevanno d’accordo le parti per far saltare fuori i risultati attraverso siti di scommesse esteri. Anche qui, lasciamo ad ognuno la propria idea.

Chi è cresciuto con il calcio nelle vene o dentro gli stadi, non segue queste vicende, ne è stanco. Il calcio si trova nelle prime 10 “industre” italiane, non è previsto che fallisca.
Il calcio per chi è cresciuto respirandolo è qualcosa di diverso. Il risultato non conta poi così tanto, finita la partita, si pensa al giorno dopo, agli amici-nemici che incontri e che hanno vinto e a cui dovrai rispondere senza infrangere l’amicizia. Si pensa alle ore di sonno perse, alle energie bruciate per seguire la squadra. Si pensa al fatto che per giocare con quella maglia (quale essa sia) si darebbe un braccio mentre loro che scendono in campo “Se fanno pure pagà“. Il calcio per chi lo ama è questo, vi volete vendere le partite?Fatelo, ce lo dite in anticipo non piangeremo più di troppo, andremo avanti con le nostre idee, aspettando di avere figli per portarli allo stadio e trasmettere la stessa passione che ci ha guidato. Il calcio per noi è il panino con la frittata, la trasferta, amici che vedi solo la domenica e di cui non conosci il nome, ma se non li vedi hai il terrore che possa essere successa loro una cosa.

Alla fine di tutte le indagini i giornali titolavano con “Giustizia è fatta, il calcio è pulito“. Non ci convincerete mai, il calcio non è mai pulito e non lo sarà mai. Siamo come fidanzati acceccati dall’amore che non vedono i tradimenti della propria fidanzata, tutti i nostri amici ci dicono che stiamo sprecando tempo, ma noi non possiamo farci nulla, non riusciamo a non amarla. Per noi il calcio non sono le scommesse ed i risultati, sono gli sfottò e le rivalità con gli amici, non ci rom perete mai questo giocattolo.

Scommettiamo che ….

Posted on : 24-09-2011 | By : Giorgio | In : Pronostici

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La scommessa del Week-End ….

Pato …. Un Fenomeno Mediocre ….

Posted on : 22-09-2011 | By : Giorgio | In : Calciomercato, Generale

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Ole , Ole , Ole …. PATO PATO !!

E’ forse uno dei cori che scalda di più San Siro di questi tempi …. Un coro che suscita emozioni , si , ma a mesi alterni ….

Parte la Serie A …. Con la “C” maiuscola ….

Posted on : 12-09-2011 | By : Giorgio | In : Calcio Italiano, Calciomercato, mondiali_calcio, Pronostici

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Finalmente verrebbe da dire , dopo un estate passata tra un mercato in netto ribasso , scioperi vari e veri , tra presunti colpi ,  tra mister X e mister Y , tra la geografia del calcio che cambia , ma che fondamentalmente si sposta sempre nella stessa direzione , vale a dire quella dei soldi e degli interessi …

La scommessa della settimana ….

Posted on : 03-03-2011 | By : Giorgio | In : Pronostici

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Questa settimana …. Pronostici ….

Bologna – Cagliari   1

Chievo – Parma   1

Fiorentina – Catania   Goal

Inter – Genoa  Over

Juve – Milan  Under

Lazio – Palermo Goal

Lecce – Roma Goal

Napoli – Brescia 1

Sampdoria – Cesena  1

Udinese – Bari Over